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Kazu è il ragazzo giapponese del mio corso. Parla benissimo inglese (ha fatto l’università in canada) e spara un sacco di stronzate (in senso buono). Dopo l’ennesimo incontro “scegliere moduli” siamo andati in giro per il campus a czzeggiare. Tra i fighettini dell’università si è diffusa l’idea che se non ci si iscrive a un club sportivo si è “out”. Io e Kazu, con il nostro fisico sottolamedia e la nostra voglia di fare sport moltosottolamedia abbiamo snobbato il tutto con una grandissima risata, per poi ritrovarci alcune ore dopo alla Student Union a iscriverci al club di bowling. Vabbè, amen. Dopo questo, andiamo a rompere le palle alla segretaria di dipartimento. Entriamo nella stanza e spariamo un sospiro, poi ci guardiamo in faccia. Si, è veramente troppo. Quanti anni avrà 24, 25? Troppo bella. Inizio a parlare. E troppo anche simpatica. Mi prende in giro perchè sono in ritardo con le pratiche, ma non importa, continuo a sorridere perso nei suoi occhi. Si, mi sono innamorato. E a quanto pare anche Kazu. Usciti dalla segreteria mi ha subito detto: “quand’è che avremo altri problemi per poter tornare da lei ?”. E lì siamo diventati un team.
Poi abbiamo fatto un altro giretto di un campus, per scoprire che è una discoteca invece che una università: gente che suona, casse per strada sparate ad alto volume, gente che beve con i prof, tette ovunque. Entriamo in una chiesa gotica sconsacrata e scopriamo che un pub indie e c’è gente già ubriaca alle 4 del pomeriggio. Inizio ad amare sul serio questa città. Per concludere la giornata siamo andati all’incontro per gli studenti internazionali, che da cosa organizzata dalla comunità cristiana di leeds (mammamia, quasi come l’acr), si è rivelata un macello, in cui Kazu ci provava con una Svedese dal nulla che continuava a urlare “so crowded, so crowded” e io invece con un tedesca che rivedrò oggi al terribile test d’inglese, che sicuramente mi costringerà a frequentare classi di inglesi per ritardati.
Ieri è stato bello, molto bello. Oggi devo andare a iscrivermi alla Japanese Society, ne vedremo delle belle.


