10
Ott

E vado avanti stringendo i denti.

Vado avanti guardandomi le spalle, quasi ossessivamente, con la paura che qualcuno da dietro possa inseguirmi e fermarmi. Alcune volte è difficile anche respirare, prendere l’aria dai polmoni e trasferirla al corpo. E senti che il tuo posto non è qui, non qui, ancora una volta. Vado avanti, cammino da un paese all’altro, da una città all’altra. Non mi importa delle persone che conosco, che diventano fantasmi quando riprendo il mio cammino. Sono sempre più solo, io e miei passi nel nulla. E anche i ricordi e la forza di quelle emozioni svaniscono. Tante tappe ma nessuno che mi abbia sempre accompagnato in questo viaggio che ci sia sempre stato, affianco a me. Che qualcuno c’era, si, ma io non ho avuto abbastanza pazienza da sopportare.

Sono stanco di camminare e di camminare da solo. Sono stanco di farmi da solo, di lottare contro la vita. Vorrei solo qualcuno con cui dormire e perdermi, riposarmi dal lungo viaggio e respirare, sentire il mio corpo. Ma invece continuo a camminare nel mondo, il mio corpo inizia a perdere le forze e anche la gola è secca, con le parole distorte da mille lingue e nessun significato. Cammino cercando quello che già avevo, ma pensando sempre ad avere di più. Ma non posso avere niente qui, perchè non posso dare niente, non posso dare niente a nessuno. E nella mia mente cresce la convizione che ogni persona ha un periodo d’oro nella vita, in cui brilla di luce propria e diventa una stella. Un periodo che può durare un mese quanto cinque anni e dopo il quale ci si spegne e si scivola nell’autocommiserazione. Io il mio periodo d’oro l’ho avuto da Aprile a Luglio di quest’anno. E’ stato il periodo più bello della mia vita, in cui ho conosciuto l’unico vero amore della mia vita. Ed era un amore leggero, di quelli che ti svegliano la mattina con una carezza e ti preparano la cena quando sei malato. O di quelli che non hanno bisogno di parole, ma solo di sguardi. Di quelli che ti fanno aspettare 3 ore solo per vedere il suo sorriso. Di quelli che passeresti un’intera nottata a guardarla disegnare nel silenzio di Tokyo. Di quelli che ti fanno capire cos’è la vita quando fai l’amore. Di quelli che a volte vorresti dimenticare perchè fanno troppo male e rallentano i tuoi passi lungo il cammino. Un cammino in una strada a senso unico.