10
Ott

Ora che ho abbastanza materiale a disposizione posso affrontare l’argomento: i miei coinquilini.

Partiamo da Eminem.

Eminem è un inglesotto rasato bullys anni ‘90, veste delle tute di qualche squadra di calcio ignota, ma il suo capo di vestiario preferito è un paio di socks gialli per giocare nel campo da calcio con i suoi amici bullys come lui. Ma spieghiamo prima l’etimologia del suo nome. Sembra infatti che nelle ultime settimane il suo computer (o chi per lui emette musica) si stato invaso da uno strano virus che lo costringere a mettere in loop 100 volte di seguito il suo cantante del cuore Eminem, da me molto amato. Ed è qui che nasce la nostra amicizia, questo legame così profondo che ha un non so che di biblico. Ha portato una telivisione, con una serie interminabile di fantastici dvd di serie tv anni 90 di cui avevo dimenticato l’esistenza me che grazie a lui posso rivivere in magici e indimenticabili momenti di pura estasi nostalgica (ho intravisto, scosso da un brivido, baywatch).

Ciò nonostante è un bravo ragazzo, con delle ottime abitudini alimentari, perchè ogni sano giovane inglese mangia solo carne per un mese a pranzo e cena. Ho anche scoperto che conserva in frigo un simpatico barattolo pieno di quello che sembra un relitto composto da pasta e scorie nucleari. Non vedo l’ora di fare una cenetta con lui al lume di candela, forse potrà deliziarmi con delle arringhe sulla critica letteraria di fine ‘800, dato che mi sembra una persona colta e interessante.

Comunque resta secondo nella classifica dell’ammore, dietro a Canadianboy

Perchè sono democratico, ma non comunista, partiamo anche nel suo caso dall’etimologia. Il nostro ammore inizia tre settimane fa. Io ero in bagno, quando sento aprire la porta con un suono che non è quello del potenziale scassinatore (so che un giorno arriverai, stronzo, ma ti sto aspettando, right?), ma quello del… rullo di tamburi… nuovo coinquilino. Un po’ emozionato, vado a presentarmi. E lui inizia a parlare. Con la sua voce, che sembra sempre che abbia una bolla d’aria in bocca, o qualche disfunzione vocale. Si, presenta, e simpaticamente inizia a dirmi che lui studia biochemistry. Wow, w la scienza. Fingo di essere interessato: primo errore. Inizia a parlare un po’, poi vede che io non lo ascolto più e si imbarazza a sua volta. Povero canadian boy! Questo mezzocinese mezzocanadese con la sua voce a bolla, il suo gel nei capelli (esiste ancora!) e la sua bottiglia di coca cola in mano (c’è ancora gente che compra la coca cola!) rimane lì paralizzato e mi fissa. Io lo fisso. E lì inizia il nostro amore. Si congeda e va nella sua stanza, per poi scomparire, con delle tecniche mimetiche a me ignote, per un’intera settimana. Poi scoprirò che il poverino si alza tutte le mattine alle 6 e torna a mezzanotte qui. Io, che mi alzo alle 9 e alla sera esco, non lo vedo praticamente mai. Che disgrazia, cosa sarà del nostro ammore? Avevo invitato alcuni amici a cena. E improvvisamente, appare. Eccolo nel suo bagliore. Appare per cosa dirmi, davanti ai miei amici? “di chi è questa spazzatura?” era la spazzatura che tutti noi avevamo accumulato durante la settimana “è la spazzatura della casa” “è meglio se porti via la spazzatura, altrimenti arrivano gli insetti, ok?”. Tu, merdaccia, dai ordini a me, quando hai riempito la casa di bottiglie di coca cola usate, cibo cinese puzzolente e scorie di altro tipo? Ma io ero troppo preso dall’ammore e lo assecondai. Chissà quali altre avventure vivremo insieme, chissà quali grandi discorsi, quale grande ammore reciproco nascerà in noi!

Ma tornatene in Canada a scalare le montagne. Di merda.