10
Ott

Listening to: in the back seat – arcade fire

Hai speso cento pounds in libri e vuoi morire perchè tutto è così diverso dal tuo modo di vedere le cose. E mentre compri i tuoi fuckin’ libri di chinese politics alla libreria della student union, mandano gli MGMT. Poi scopri che stasera c’è l’indie-rock party. Wow - pensi. E torni a casa tutto felice, ti fai una doccia e ti prepari ad incontrarti con Kazu. E mentre esci dalla doccia senti un suono familiare, che avevi dimenticato da molto tempo: l’arrivo di un sms. Maledicendo gli dei per il freddo, vai a vedere di cosa si tratta. “hey ciao, cosa fai stasera? Ti va di venire con noi a bere qualcosa? Ci vediamo fuori dalla student union alle 7”. no, non è possibile. Passo in rassegna le persone conosciute in questi giorni. Chi avrebbe potuto inviarmi questo? Sto lì a pensare col cellulare in mano, nudo e bagnato davanti ai fornelli della cucina. Poi ne arriva un altro. “ehi, scusa, mi son dimenticata di dirlo, sono A.” Rileggo il messaggio 10/15 volte, per confermare ancora una volta che non uscirò mai dall’adolescenza. Lei! Incredibile. La ragazza del mio corso, quella troppo bella e svampita! Sono già le 4 e io sono ancora nudo a rielggere il messaggio. Mi vesto con le prime cose che trovo e corro al’università da Kazu. Lui mi parla dei suoi vari casini, di un party stasera con gente del suo dormitorio. Resto a parlare con lui, poi andiamo al party. Troppa roba da fare. Mangio e bevo a sbafo e sono gà le sette. In ritardo di 5 minuti, solo 5 minuti, vado davanti alla student union. E lei non c’è. Non c’è nessuno. Kazu dice che non dovrei rattristarmi, che queste cose capitano, che avrò alltre occasioni di incontrarla. Occasioni. E stasera si aggiunge alla lista dei tanti rimpianti, delle tante occasioni perse. E per la prima volta in vita mia mi rendo conto che le cose che ho ottenuto non le ho ottenute perchè volessi, ma perchè era giusto farlo, perchè i libri e le persone dicevano che era giusto farlo. Quindi non ho nessun merito, se non quello di pensare con la mia testa a cose di piccolo conto, spacciate per pensieri filosofici. Proprio io che mi credevo un ribelle, un sovvertitore! E sento il bisogno di stare con Ran, l’unica persona che ho voluto e ho conquistato in vita mia. L’unica persona di cui ho bisogno, l’unica persona che voglio veramente. Provo a chiamare A., provo a richiamarla. Nessuno risponde. Piove. Voglio ricominciare a fumare.Torno a casa sotto la pioggia ascoltando gli Smiths, sentendomi come un 17enne che pretende di fare la cosa giusta.